Mathias Marchioni meets Depeche Mode

"Quello che accade dura non più di un paio di secondi: si ferma, si avvicina, mi punta e indica, saremo a meno di 90 cm di distanza. Click". Con questo scatto di Dave Gahan è andata più o meno così, ed è andata alla grande

© Mathias Marchioni
© Mathias Marchioni - © Mathias Marchioni
23/02/2025 - 18:21 Scritto da Giulia Callino

Dentro ai tuoi occhi è la rubrica di Rockit che propone uno scatto dei maggiori fotografi della musica italiana, raccontato dalla prospettiva dell'autore. Ad aprire i propri archivi oggi è Mathias Marchioni, che ha scelto di condividere la storia di questo scatto ai Depeche Mode.

Assago, 27 gennaio 2018

È il 2017 e i Depeche Mode partono per il loro Global Spirit Tour. La prima data italiana è allo Stadio Olimpico di Roma, proprio lo stesso giorno in cui, a Firenze, ero prossimo a fotografare due delle mie band preferite, i System Of A Down e i Prophets Of Rage.

All'improvviso, la chiamata: "Serve un fotografo a Roma, shooting della band pre-concerto e foto al concerto. La commission è prendere o lasciare". Prendo.

Quella domenica inizierà un viaggio che mi porterà ad essere l'unico fotografo a seguire tutte le 7 date italiane della band dell'istrionico Dave Gahan, Martin Gore e Andrew Fletcher, in quello che sarà il suo ultimo tour.

Dopo il primo giro negli stadi dell'estate del 2017, a dicembre e gennaio è tempo dei maggiori palazzetti. Dopo Torino e Bologna, è il turno di Milano. La scaletta iniziale non cambia, come sempre i fotografi accreditati possono fotografare per i primi tre brani e questo è il mio concerto 6 di 7: molto probabilmente, non c'è più nulla di interessante che non abbia già fotografato... Sarebbe vero per il 99% delle band, ma non per i Depeche Mode.

Il terzo brano è Barrel of a Gun e, nonostante manchino ancora venti canzoni alla fine dello show, Gahan non conosce la parola "gestione" ed è già in piena trance agonistica, in dialogo con il pubblico in visibilio. Seguo lui, seguo la band, seguo l'energia che si sta scatenando tutt'attorno, in attesa del momento migliore per scattare. Mi sono ripromesso di non fare scatti inutili o già fatti: al massimo, male che vada non scatterò oltre.

La canzone è quasi finita, manca l'ultima strofa che Dave canta quasi rappando. Quello che accade dura non più di un paio di secondi: si ferma, si avvicina, mi punta e indica, saremo a meno di 90 cm di distanza: click.

Grazie Dave, grazie Depeche.

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L'articolo Mathias Marchioni meets Depeche Mode di Giulia Callino è apparso su Rockit.it il 2025-02-23 18:21:00

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