Se ne è parlato più volte, su queste pagine: dopo il boom della seconda metà degli anni '90, lo ska è semplicemente sparito dai radar della musica italiana. Sono sopravvissute poche formazioni di quella ondata, che ha avuto da una parte il merito di diffondere un genere che negli anni precedenti ad essa era limitato a pochissimi interpreti (seppur di grande qualità, in particolare i Casino Royale dei primi due dischi e gli Statuto) dall'altro il demerito di aver appiattito la percezione del pubblico su una sola dimensione, quella dello "ska ska ska" e del demenziale.
In sostanza solo i Vallanzaska (con alcuni alti e bassi) e i già citati Statuto (che però hanno attraversato moltissime fasi, abbracciando vari generi) sono arrivati integri ai giorni nostri; senza dimenticare ovviamente i Bluebeaters, che però già allora erano tarati sul rocksteady e su un repertorio di cover e riletture, e che per rinascere (con l'ottimo "Everybody knows") hanno dovuto separarsi dallo storico frontman Giuliano Palma.
Altre formazioni di quegli anni (Matrioska, Meganoidi) si sono trasformate radicalmente, con non grande successo, e in alcuni casi sono poi tornate sui propri passi; altre si sono sciolte (Arpioni, Shandon, HardDiskaunt); altre ancora (Banda Bassotti, Persiana Jones, Fratelli di Soledad) proseguono nella propria attività ma hanno - chi più chi meno - visto ridurre il proprio "giro".
Dopodiché, sostanzialmente, il vuoto. Per anni. Qualche side-project (Mr. T-Bone & the Young Lions, Sabaudians, Catwalk), qualche band nata dalle ceneri di altre (Ska-j), ma sempre di veterani si parla. Le rare formazioni giovani che si sono fatte notare (Makako Jump, Talco) non sono comunque riuscite ad andare oltre un determinato pubblico, quello che al levare non ha mai voltato le spalle. Ma per il resto, non per forza per mancanza di proposte, poco o nulla da segnalare a livello discografico. A livello live ancora meno.
E oggi? Qualcosa finalmente inizia a muoversi. E questo qualcosa è di livello molto alto. Lasciate alle spalle le ingenuità del passato, ecco che una nuova generazione di musicisti in levare si affaccia nel panorama italiano. Musicisti dalla caratura tecnica elevatissima (quando per anni suonare ska era, per l'italiano medio, sinonimo di non saper suonare) i cui primi riferimenti sono la Giamaica delle origini e la scena newyorkese degli ultimi anni, Slackers e New York Ska-Jazz Ensemble su tutti.
Come i pugliesi Boundless Ska Project, che pochi mesi fa hanno sfornato un esordio contaminatissimo col jazz che evidenzia un talento compositivo davvero raro.
O i conterranei Many Loves Ska Jazz, che più che essere un gruppo ska-jazz sono un gruppo jazz che suona in levare, con tantissime influenze, funk e latin in primis, e un impianto strumentale raffinatissimo.
E sempre restando in ambito ska-jazz, impossibile non menzionare un progetto coraggiosissimo come quello dei North East Ska Jazz Orchestra, vera e propria big band di diciannove (diciannove!) elementi che, in attesa di pubblicare un disco di proprie composizioni, ha esordito con uno sfizioso album che è un piccolo manuale dell'arrangiamento in levare.
Tra le formazioni della nuova leva, vanno segnalati anche i trentini JokerFace, con un bel mix di boss sound, ska Trojan e rhythm & blues
e i romani EtruSka Jazz, con un repertorio a metà tra cover e originali e un classico stile jazzato ma con un occhio in particolare all'aspetto danzereccio (mai da sottovalutare).
E i veterani? Non stanno certo a guardare: Ska-j e Orobians, che sono un po' gli anticipatori di questa nuova scuola di pensiero del levare italiano, sono ancora in giro a dispensare il loro rocksteady jazzeggiante
Peter Truffa, già tastierista dei New York Ska Jazz Ensemble e poi dei Bluebeaters (della cui risurrezione abbiamo già accennato), si è messo in proprio e ha da poco pubblicato un ep solista composto sostanzialmente di cover ma con una notevole resa vocale e strumentale
e non contento, ha da poco formato insieme ai Bluebeaters Mr. T-Bone e Count Ferdi (altri due instancabili dell'one drop) un inedito trio piano-batteria-voce e trombone dedito a ska original, mento e calypso, gli Uppertones.
Movimento ce n'è molto, e materiale di qualità da ascoltare altrettanto. È sicuramente presto per parlare di rinascita, principalmente perché a livello di pubblico e di locali si sconta ancora un po' il pregiudizio che dagli anni '90 il genere si porta dietro. Ma con gruppi come questi potrebbe essere finalmente il momento giusto per lasciarselo alle spalle.
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L'articolo Lo ska italiano sta rinascendo? di Silvio Bernardi è apparso su Rockit.it il 2015-11-09 11:01:00
COMMENTI (15)
Da ricordare anche gli abruzzesi AGUA CALIENTES, i quali, anche se di recente hanno attraversato altri generi, possono vantare un grande album d'esordio "Clackson!", con il quale hanno realizzato una sintesi di ska e soul di grande efficacia!!!
Noi siamo The Atom Tanks e facciamo qualcosa come patchan-ska. Siamo di Treviso/Venezia. Date un'occhiata al nostro sito!
Noi siamo The Atom Tanks e facciamo qualcosa come patchan-ska. Siamo di Treviso/Venezia. Date un'occhiata al nostro sito!
Non vedo citata una Band che secondo me ha fatto tanto in Italia nel panorama Ska..... parlo dei salentini MAMA SKA, un gruppo storico che ha portato il Rocksteady e lo Ska praticamente dappertutto, in italia e all'estero.
Secondo me lo ska italiano non è mai morto, perchè ci sono sempre stati gruppi validi come, ad esempio, The one droppers, RFC, Back to business,... Chiunque voglia rimanere aggiornato su tutto lo ska minuto per minuto, può ascoltare Skaterpillar, dal 2000 il programma ska più longevo nelle radio d'Italia, in diretta il lunedì dalle 23 alle 24 e in replica il martedì dalle 14 alle 15 su Stream Radio - streamradio.it
Qui si trovano i podcast streamradio.it/audio/skater… e qui il gruppo facebook facebook.com/groups/2751995…
Dopo lunga (meno)pausa siamo tornati anche noi nel giro ska del Lazio...vi sto parlando dei mitici RAMICCIA..
mi permetto di ricordare anche gli Specialisti ( Modena) che hanno avuto l'onore di dividere il palco con alcuni dei gruppi sopracitati ed hanno festeggiato i 20 anni di attività lo scorso 31/10 al Vibra club di Modena. Grazie comunque a tutti gli ska-lovers! Prince Lucas
Ciao Silvio, sono Luca (chitarra) dei MAKAKO JUMP. Grazie per averci citato nell'articolo, ci fa piacere che all'epoca ci siamo fatti notare.
Purtroppo il ns cammino nello SKA si è fermato quando la formazione ha perso il cantante originale...dal 2010 in poi abbiamo avuto una decisa svolta nel reggae con molte soddisfazioni, tra cui il ns ultimo disco MUNCHIES del 2012.
Lo ska è e sarà sempre un genere di nicchia, underground, sottobosco, per pochi..chiamalo come vuoi, ma chi lo apprezza ci si diverte veramente tanto, come abbiamo fatto noi per anni ed anni.
Approfitto per salutare gli amici Vallanza che ci hanno sempre supportato e per le svariate date e tour che abbiamo condiviso anni fa.
I MAKAKO JUMP sono ancora vivi però..nel 2017 festeggeremo 15 anni di attività (passando anche molto per il reggae e l'elettronica)..chissà che non ci sia qualche sorpresona!!
BIG UP ai North East Ska Jazz Orchestra e a tutti gli amici che si fanno un culo tanto per la ns passione più grande..LA MUSICA!!
Luca
Vi segnalo questo programma radiofonico (va anche in streaming ed è in podcast su mixcloud): facebook.com/LAccademia-del…
Dove sono gli Smegma di Maranello!?
youtube.com/watch?v=o4t4LXR…