Il "Solo Show", il nuovo tour dove Vinicio Capossela presenta dal vivo il suo ultimo album, fa tappa - e sold out per due serate di seguito - a Milano. Uno spettacolo multiforme e caleidoscopico che mette insieme le atmosfere del disco - più raccolte e intime - e il mondo del circo (giganti, ballerine e maghi compresi), gli spettatori restano a bocca aperta. Sandro Giorello racconta.
Sono in ritardo."In tutta libertà dalla clandestinità" è l'unica frase di "In Clandestinità" che riesco a sentire (a fine concerto mi diranno che mi sono perso solo quella e "Il Gigante E Il Mago"). Cerco un posto ma la sala è stracolma. Non so se è condensa o uno dei tanti effetti scenici ma c'è una nebbia fitta e non riesco a distinguere una fila di poltrone dall'altra. Per tutto il primo tempo rimango in piedi. Vinicio continua il concerto ordinando le canzoni dell'ultimo "Da Solo" così come sono su disco. Ogni tanto introduce i pezzi: per "Una giornata perfetta" racconta che è nata un pomeriggio dove il cielo sopra la stazione di Milano Centrale era azzurro come un cestino dell'asilo. Il pubblico si diverte e lo filma con telecamere e telefonini che dalla mia posizione in galleria appaiono come un grande lenzuolo fatto di tanti rettangoli colorati. Lui coccola tutti e fa il simpatico. In "Il Paradiso dei Calzini", molti ridono su "Chi ha abustato di napisan o di cloritina, chi si è sfatto con la candeggina". E tra "Sante Nicola" e "Vetri Appannati D'America" inizia a nevicare sopra la testa dei musicisti. Dopo "Lettere Ai Soldati" – da pelle d'oca - e "Non C'è Disaccordo Nel Cielo" si chiude il sipario. Poi Vinicio ritorna, presenta il mago Wonder e ci dice che possiamo scegliere se stare in sua compagnia o uscire a fumare.
Il secondo tempo si apre con "Bardamu", verso il finale Wonder suona una sirena simile a quella di una nave e chiama a raccolta una serie di tecnici - tre vestiti da domatori uno da coniglio gigante – che montano una gabbia in mezzo al palco, gabbia che poi ospiterà la Medusa, il poeta Chinaski, Vinicio stesso vestito da polpo (per "Polpo D'Amor", la canzone scritta insieme ai Calexico), da marajà (per "Marajà"), da minotauro (per "Brucia Troia" e "Il Ballo Di S. Vito"). Poi legano Wonder con una camicia di forza, lo appendono ad un trapezio e lo sospendono in aria e, mentre questi si libera, lo colpiscono con lunghe aste facendo fuoriuscire dai suoi pantaloni piccoli rigagnoli di coriandoli rossi. E questo è solo uno dei tanti esempi che potrei raccontare. Lo spettacolo è maestoso: quando, alla fine, Vinicio presenta tutti i personaggi che hanno partecipato – oltre a quelli già citati meritano una menzione il gigante vestito da palombaro, il suonatore di giostre giocattolo, il cane (nella parte del leone più piccolo del mondo) seguito dal suo ammaestratore – la fila è infinita. La platea è galvanizzata. Dopo una lunga serie di bis e la ripresa di "Il Gigante E Il Mago" si accendono le luci e la sala si svuota velocemente.
All'appello mancano brani importanti come "Ovunque Proteggi" e "Dove Siamo Rimasti A Terra Nutless", moltissime vecchie ballate e, più in generale, quell'intimità e quel senso di calma che Vinicio riesce a trasmettere al suo pubblico quando si siede al piano, si versa da bere e suona la prima cosa che gli viene in mente. Ma c'è da ammettere che questa volta l'obiettivo è restituire ai paganti lo Stupore e la maggior parte dei presenti esce da teatro con la bocca aperta e gli occhi lucidi, come tanti bambini che hanno visto per la prima volta il circo. Quindi un grande e favoloso varietà con illusioni e fuochi d'artificio; non uno dei migliori concerti di Vinicio Capossela. Ma di questi tempi la magia è merce rara e sarebbe stupido far finta di nulla.
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L'articolo Live Report: Vinicio Capossela al Teatro Smeraldo - Milano di Sandro Giorello è apparso su Rockit.it il 2008-11-11 00:00:00
COMMENTI (2)
.......spero di vivere ciò hai scritto stasera a Lecce:)
In questo momento ti sto invidiando!:?