Il progetto nasce mentre già vivo a Roma, a cavallo tra il pre-pandemia e la pandemia. Tant’è che sono riuscita a produrre e pubblicare i brani solo nel 2021. In qualche modo, questa attesa mi ha dato il tempo di riflettere, sperimentare e definire meglio il mio percorso artistico, ma anche di sentire il peso di quei giorni di incertezza. Ho iniziato a studiare musica fin da piccola, una passione che in famiglia abbiamo sempre condiviso e coltivato con grande dedizione. La musica è stata la mia costante, il mio rifugio, il mio motore. Quando ero adolescente, Arezzo era una città vivace dal punto di vista musicale, soprattutto grazie al Liceo Musicale che ho frequentato e a festival come Arezzo Wave e il Mengofest, che hanno alimentato il mio sogno di creare una band e avere un progetto mio.
Durante quegli anni, le sonorità che mi circondavano erano quelle del rock, del nu-metal, dell’alternative metal, e a tratti dell’emo e del pop-punk. Ero affascinata da quelle sonorità potenti e crude, e la mia passione per la musica era alimentata da ogni nota, da ogni riff. Con il tempo, però, i miei ascolti si sono ampliati, ed è stato un vero e proprio percorso di evoluzione, grazie anche agli studi e alla mia curiosità. Quando questo progetto è iniziato, le influenze principali per i primi brani sono state Billie Eilish, Aurora, Massive Attack e Nine Inch Nails. Questi artisti mi hanno dato una visione più ampia della musica, quella che ti permette di esplorare e spingerti oltre i confini.
Il mio processo creativo parte sempre dalla musica. Inizio con un groove ritmico, magari una linea di basso o un synth bass, su cui mi piace canticchiare una melodia. Una volta che la melodia è definita, arricchisco il brano con gli altri elementi. A volte, ho in testa un concept, un'idea precisa che mi guida e mi fa capire che tipo di sound voglio dare al pezzo. Quando la bozza di arrangiamento mi convince, è il momento di lavorare con Ricky, il producer con cui collaboro da sempre. Con lui, curiamo insieme il sound design, riregistriamo le voci e perfezioniamo gli arrangiamenti, mettendo a punto ogni dettaglio. I testi arrivano per ultimi, non perché siano meno importanti, ma perché è la musica che mi suggerisce cosa voglio raccontare.
Non so se il contesto sociale abbia influito sul mio stile musicale. Ad Arezzo c’erano band di qualsiasi genere, e credo che quello che più mi ha stimolato sia stata la voglia di stare su un palco. Vedere tutte quelle realtà diverse, sentire la passione in ogni nota, mi ha dato la forza di credere che anche io avrei potuto trovare la mia strada.
Le maggiori difficoltà che ho incontrato, però, riguardano soprattutto la parte live. Organizzare concerti senza un’agenzia di booking è davvero complicato, e il fatto che i miei brani non siano facilmente etichettabili in un singolo genere mi ha creato ostacoli. Non è facile trovare contesti disposti a rischiare e farmi suonare, soprattutto perché il mio sound è ibrido e non si incastra perfettamente in un solo stile. Però, ogni difficoltà, ogni sfida, mi ha insegnato qualcosa di nuovo e ha reso ogni piccola vittoria ancora più significativa.
Il mio sogno è che chi mi ascolta possa percepire ed entrare in un mondo dove, per quanto oscuro, possiamo ballare insieme al ritmo di respiri, urla e cassa in quattro. Un luogo in cui, per la durata di un live o semplicemente di un brano, ci si senta liberi di urlare, piangere e affrontare, in qualche modo, i propri disagi più profondi.
Un messaggio ricorrente nei miei testi è quello dell’empowerment femminile e della lotta al patriarcato. Temi che sento profondamente e che credo debbano essere affrontati anche nell’ambito musicale. La musica è una forma potente di espressione e credo che sia fondamentale usare questa voce per parlare di ciò che conta, di ciò che può cambiare le cose.
La mia evoluzione artistica è stata sofferta, ma forse proprio per questo è ancora più bella. Ogni passo, ogni difficoltà, ha contribuito a plasmare il mio sound e la mia identità. Ho imparato a non mollare, a credere in ciò che faccio, e oggi posso dire che ciò che sto creando è autenticamente mio, frutto di una passione che non smetterà mai di crescere.
King of Provincia è un progetto editoriale per la community di RockitPRO. Con la sua prima edizione, a fine 2024, una giuria di professionisti della musica ha selezionato 16 progetti da tutta Italia, come questo, che vi racconteremo sulle pagine di Rockit per fare emergere un mondo di artisti che lontano dai grandi giri della discografia portano valore alla musica (e dare il giusto spazio alle tante scene locali che compongono un mosaico di passione e talento). Uno di loro andrà in tour in tutta la penisola. Abbonati a Rockit PRO per partecipare all'edizione 2025 di KING OF PROVINCIA.
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L'articolo Un viaggio musicale tra libertà, emozione e empowerment grazie a King of Provincia di Donïa Nö è apparso su Rockit.it il 2025-03-07 16:27:00
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