E tu lo conosci il Pit pop?

Pit prende l'itpop e lo mescola con un po' di psichedelia e di elettronica per formare il suo genere, ce ne fa sentire un po' con il suo nuovo singolo in attesa del disco che uscirà a breve

Pit – foto di Giovanni "Gionassi" Bonassi
Pit – foto di Giovanni "Gionassi" Bonassi

Pietro Lisciandrano ha diviso la sua vita perfettamente a metà. "Lavoro metà settimana come odontoiatra e per l’altra metà scrivo canzoni, le registro in studio e le suono live con la band", dice. Durante la metà fuori dallo studio dentistico si fa chiamare solo con il moniker di Pit. Una specie di centauro, ma invece che mezzo uomo e mezzo cavallo imbraccia la chitarra con un camice bianco. 

I suoi brani sono una fusione di itpop, psichedelia, blues, elettronica e un sentore di Fulminacci. Lui lo chiama Pit pop. Tutto eccezionalmente prodotto da okgiorgio, almeno fino al sesto singolo, poi è partito da Segrate (dove è nato e dove vive) per andare all'Isola d'Elba a girare il videoclip del suo nuovo singolo, JL. È il primo brano di un nuovo disco che uscirà a brevissimo. Si chiama Teo e qui sotto potete già assaggiarne un pezzetto.

Tutto quello che è successo tra le produzioni di okgiorgio e il bagno in mare a gennaio per festeggiare la fine delle riprese, ce lo facciamo raccontare da lui.

A che età hai iniziato a suonare?

Ho iniziato a fare musica a sette anni abbracciando la chitarra classica, poi elettrica e acustica. Dopo aver vissuto un anno al liceo a Londra, a 17 anni ho cominciato a scrivere canzoni e a cantarle, prima in inglese e poi in italiano. Ho sempre suonato live con la mia chitarra dalle strade e dai locali di Londra per poi suonare a Milano e in giro per l’Italia come busker.

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Chi ti ha aiutato a produrre i brani?

Ho collaborato con Giorgio Pesenti (okgiorgio) per la produzione di 6 singoli da indipendente. Ora per la produzione collaboro con Federico Laini, con cui ho registrato e prodotto tutto il mio primo album, Teo, in uscita prima dell’estate.

È il mio più grande progetto futuro. Si tratta di un concept album e racchiude gli ultimi 3 anni della mia vita. Il genere musicale delle mie canzoni è Pit pop. Un pop influenzato dal blues e dal folk ricco di influenze elettroniche e caratterizzato da testi ricercati, veri e profondi.

È più di un anno che esco da lavoro e mi dirigo a Bergamo e registro con Federico Laini fino alle 4 di notte. Questo album sento che sarà un grande passo nella mia carriera artistica.

Da quali artisti prendi ispirazione?

Traggo grande ispirazione da John Mayer, chitarrista incredibile e songwriter completo a mio parere. Proprio per questo sono andato a Glasgow a sentirlo il mese scorso. Era in tour da solo. Con una sola chitarra senza pedali loop e la sua voce suonava come fosse una band. Le sue stesse canzoni riarrangiate e rivisitate in acustico erano qualcosa di magico. 

Quale live ti è rimasto più impresso?

Un live che tengo stretto dentro al cuore è stato quest’estate insieme al mio batterista Lorenzo Amabile a Todi in Umbria in strada. Eravamo in un posto davvero suggestivo e suonare l’album tra i campi e le mura della città è stata una sensazione bellissima. 

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Com'è andata la preparazione del tuo ultimo singolo?

Il mio ultimo progetto è stato l’uscita del secondo singolo JL che anticipa l’album. Per l’occasione sono partito 4 giorni all’Isola d’Elba (posto a cui sono legato sin dall’infanzia) insieme a Giovanni Bonassi per registrare il videoclip. È stata divertentissimo, ci svegliavamo alle 7 e registravamo fino a che c’era luce. La gita si è conclusa con un’incredibile bagno al tramonto a Gennaio! Il video ora è su YouTube!

Progetti per il futuro?

L’album Teo è il mio progetto futuro. Lo porterò live insieme alla band quest’estate e verrano stampate le copie in vinile.

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L'articolo E tu lo conosci il Pit pop? di Redazione è apparso su Rockit.it il 2024-06-10 15:46:00

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