Nell’ottobre 2016 dopo un periodo di intima asfissia e grigi cambiamenti esistenziali, mi sono trovato costretto ad affittare una stanza tripla in Barriera di Milano, in un appartamento di proprietà di un argentino chiamato Roque: un ceramista, educatore, proprietario di un piccolo Teatro di zona chiamato “Garabato oppure Piccolo Piccolo”.
Era un teatro davvero molto piccolo, forse il più piccolo del mondo. Divenni immediatamente il direttore artistico di quel luogo. Questo album non è dedicato a Roque, il quale mi ha intrattenuto con tante belle storie in quel periodo. Mi raccontava storie di gay emarginati in Barriera, esclusi dalla lobby Gay la quale accoglieva solo persone bene educate e se ne sbatteva dei reietti della periferia. Mi raccontava di preti che poi sono diventati importanti e che hanno sempre nascosto la loro omosessualità.
Mi raccontava di suore che morivano ammazzate di botte durante la dittatura militare in Argentina. Mi raccontava di bambini bullizzati (da lui). Mi raccontava di giardini in cui zombies omosessuali si incontrano per fare un sesso totalmente privo di sentimenti. Mi raccontava storie che sarebbero piaciute a Pasolini, la mia marca di biscotti preferita.
Recensione migliore: “Papà ma con questa musica fai male alla gente”. Etienne, mio figlio.
Mama Roque de Barriera
Luca Atzori
Descrizione
Credits
Music, Lyrics, Guitar, Voice: Luca Atzori
Sound Engineering, bass: Alberto Papotto
2nd Guitar: Fabio di Martino
Prod: Brattini e Davide Bava
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