Dieci tracce che, partendo dalle nebbie d'Irlanda, planano nell'altrettanto densa foschia della Pianura Padana
Si chiama Songs from the Wood il disco d'esordio - omonimo di un album dei Jethro Tull pubblicato nel 1977 - dei Blast in the Wood, gruppo nato a Pavia nel 2014 dall'incontro tra Marco Benedini e Andrea "Fly" Meli. Dieci tracce, completamente autoprodotte, nelle quali i due musicisti lombardi vestono i panni di moderni "Otto e Barnelli", suonando una vastissima pletora di strumenti: dalle chitarre al basso, passando per il banjo, l'ukulele, lo stompbox e il bouzouki.
Un ensemble che lascia intendere in maniera lampante le atmosfere nelle quali i Blast in the Wood hanno deciso di addentrarsi con questo loro primo lavoro, fortemente influenzate da quella costola del folk irlandese più vicina al cantautorato che alla "musica da ballo".
Sonorità con lo sguardo rivolto verso artisti "autoctoni" - per farla semplice, i Pogues - ma anche italiani come Whisky Trail e I Luf, sulle quali Benedini e Meli stendono strofe e ritornelli nei quali si raccontano storie d'amore ma anche di redenzione, voglia di libertà e di simbiosi con la natura. Una serie di topic perfettamente in linea con il venerando repertorio folkloristico irlandese.
Nonostante l'apprezzabilissimo tentativo di tenere viva la scintilla di un genere musicale e culturale che, specialmente negli ultimi anni, sta scomparendo sempre più dai radar, Songs from the Wood è un disco che viene purtroppo azzoppato da un cantato in lingua inglese decisamente troppo "maccheronico", che oltre a palesare l'origine dei suoi autori indebolisce il pathos presente nei pezzi.
Una questione che Blast in the Woods possono affrontare in due modi differenti. Il primo è dare alla loro voce una manzoniana "sciacquata di panni" nello Shannon, il principale fiume dell'Irlanda. L'altro, che a conti fatti potrebbe rivelarsi ancora più vincente, è partire dai due brani cantati in italiano (Casa e Polvere) presenti nella tracklist di questo loro primo album e concentrarsi sulla loro lingua natia, magari citando letante leggende presenti nel folklore della loro Lombardia: una terra fortmente influenzata dalla tradizione celtica sin dalla notte dei tempi.
Una scelta che, qualunque sia la strada che il gruppo pavese deciderà di prendere nel prossimo futuro, attendiamo con tanta curiosità.
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La recensione Songs from the Wood di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2025-02-26 15:55:56
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