Gli END/or/FINE suonano esattamente come i primi vent'anni: sfacciati, divertenti, profondi e leggeri. Il primo EP "Caduta libera" è una bella boccata d'aria fresca, fatta di cantautorato Gen Z stretto tra due spessi strati di punk e grunge
È con fare spavaldo, sfrontato, decisamente incazzato e al contempo poco serio che si presentano gli END/or/FINE, trio bolognese che a fine febbraio ha pubblicato Caduta libera, suo primo EP. Quattro brani, «rigorosamente senza click, perchè fanculo le griglie, fanculo la plastica, fanculo ciò che si dovrebbe fare» che restituiscono un ritratto più che completo dell'anarco-punk/cantautorato antagonista della band.
Grezzo ma già brillante, acerbo ma già succoso, Caduta libera è un lavoro molto visivo, capace di proiettare immagini vivide nella testa mentre lo si ascolta: questo vale sia per i primi due pezzi, Piazza Aldrovandi e Vita mondana, più didascalici e "concreti"; quanto per gli ultimi due, Angelo in fiamme e Passivo aggressivo, più astratti ed ermetici ma capaci di riuscire a trasmettere comunque sensazioni molto forti e chiare.
C'è un bel miscuglio di influenze nel suono degli END/or/FINE, che passa per i primi Zen Circus e Violent Femmes per arrivare fino ai Nirvana più allucina(n)ti e al post-punk. La formula funziona, e nonostante i pezzi siano piuttosto differenti gli uni dagli altri c'è una coerenza di fondo che rende Caduta libera molto compatto e a fuoco. Il lavoro sull'effettistica, in particolare sulle voci, è già molto curato e tocca il suo picco nel dialogo tra suono e parole in Angelo in fiamme (no spoiler, andatevelo ad ascoltare e lo noterete immediatamente).
Probabilmente il merito più grande di Caduta libera è quello di essere estremamente credibile nel suo essere una rappresentazione emotiva della post-adolescenza, di quei generici e mitologici "vent'anni" troppo spesso rappresentati con malinconia, che a una certa avrebbe anche stufato. In questo caso no: c'è rabbia, energia e una bella faccia tosta, e allo stesso tempo una capacità di riassumere tanto in poche parole. In Vita mondana, ad esempio, la critica al benessere di facciata di una classe borghese senza valori viene sintetizzata con un mix di purezza e severità che si sintetizzano in una constatazione di semplicità:
Oppure brucia tutto quanto perché è bello e lo puoi fare.
Ci vogliono spalle larghe per fare affermazioni così sicure di sé, e gli END/or/FINE ce l'hanno. Con altri lavori in fase già avanzata, la leggerezza di piombo della prima fase dell'età adulta sembra aver trovato dei credibili portavoce.
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La recensione Caduta libera di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2025-03-15 18:15:00
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