Marco Tomato Marilyn 2025 - Cantautoriale, Pop, Demenziale

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Un bizzaro (ma azzeccatissimo) parallelismo musicale tra le emorroidi e le relazioni tossiche

Me brüsa tant 'l cü. Me brucia er culoMi abbamba u culu. In qualsiasi latitudine e longitudine d'Italia, dalla Pianura Padana al Golfo di Siracusa, ogni uomo e donna vive nel terrore di svegliarsi la mattina e sentire un fastidioso bruciore localizzato nel proprio sfintere: il chiaro e inequivocabile segnale di quella tortura fisiologica che risponde al nome di "emorroidi".

È proprio questa spiacevole disgrazia anale, capace di rendere una tranquilla gita in bicicletta un vero e proprio inferno sulla terra, il perno attorno al quale ruota Marilyn, il nuovo singolo di Marco Tomato, cantautore originario di Rimini che ama autodefinirsi come "la versione Temu di Post Malone". 

Scritto, registrato e prodotto in completa indipendenza, l'ultimo pezzo del musicista romagnolo è un mix sapientemente bilanciato tra cantautorato e pop rock demenziale, drammatico come Luigi Tenco ed esilarante come gli Skiantos.

Ariosi e ritmati strumming di chitarra acustica sui quali si spalma come crema rettale la voce sofferta di Tomato, alle prese con strofe e ritornelli nei quali viene raccontata la storia tormentata di un uomo con le proprie emorroidi che, come una femme fatale (Marilyn Monroe, in questo caso "italianizzata" in Morrò), piombano senza preavviso nella sua vita, facendo danni per poi scomparire senza lasciare traccia.

Marilyn, Marilyn Morrò
Curo le tue ferite con il Daflon
Niente carta, solo phon
Oh Marilyn, Marilyn Morrò
Ci si rivede dopo anni
Non sei cambiata neanche un po'

Canta l'artista riminese nel suo ultimo pezzo. Marylin è un brano in grado di lenire anche l'infiammazione anale più atroce. Momenti di sconforto nei quali, seduti sul cesso come il Pensatore di Rodin, ci contorciamo in preda a fitte e spasmi provocati anche dal più impercettibile movimento del nostro corpo.

Un pezzo con il quale Marco Tomato impomata amorevolmente i nostri deretani indolenziti, portando il concetto del "fa ridere ma fa anche riflettere" in una nuova e dolorosissima dimensione, forse anche più di quanto fece qualche anno fa Checco Zalone con la sua commovente Pollu cusutu n'culu.

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La recensione Marilyn di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2025-04-03 21:49:04

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