"Caustic Lake of Hidden Dreams", il lago mono-suono di Giuliano Favata.
Giuliano Favata viene dal Veneto. Si diverte a prendere suoni, a mescolarli, pastrugnarli, rimescolarli, fino a quando non assumono la forma che più gli piace. Vende i suoi progetti come colonne sonore di film inesistenti. E in questo modo chiede all'ascoltatore una complicità totale.
E se i precedenti lavori, tra virate techno e acidità spaziale, riuscivano a mantenere una propria indipendenza da tutto il resto, questo "Caustic Lake of Hidden Dreams" è completamente legato al suo titolo, e alle immagini che potrebbero scaturirne dall'ascolto.
In questo caso il film inesistente pare ispirato a "Solaris" di Andrej Tarkovskij. Si sta sorvolando appunto un lago. Sotto le acque torbide stanno i nostri sogni. Irraggiungibili. Meglio no?
Il lato incredibile della musica di Favata è che plasma oggetti soggettivamente veri, soggettivamente validi, del tutto pregni di significato e privi di materialità. Forse sta in questo la debolezza (o la forza) di questo suo ultimo album. Si tratta di astrazione senza ritorno, un minimalismo estremo. Ogni traccia è un suono, che cresce e scema nel giro di un paio di minuti. Piattume musicale o universo di suoni possibili?
In un mondo di casinisti Giuliano Favata si concede un atto di simbolismo ambient; sì perchè ogni traccia mono-suono assume senso collegata al nome che il producer visionario le ha dato. Un suono, un significato, un suono, un significato, e così per diciotto minuti.
Si tratta forse di una provocazione? Tutto può essere. Una volta tanto concediamoci di non capire, di chiudere gli occhi e lasciarci andare in quest'arte, strana, forse troppo oltre, forse troppo indietro, forse bella o brutta; sicuramente radicale.
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La recensione Caustic Lake of Hidden Dreams di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2020-01-30 11:10:23
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